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GIAO, ITAGLIANO, GIAO.

La lingua italiana ai tempi del colera.

 

LOCA-CHE?

Come spiegare alla tua vicina molisana cosa vuol dire che sei libero professionista.

 

LA MATITA ROSSA

ODI ET AMO

TRADURRE DA FREELANCE

Come lavorare da casa senza perdere l'anima

 

FRATELLO CORRETTORE DI BOZZE, DOVE SEI?

Il blog di fashion della zia Elvira su Geocities? No, Vogue Italia.

 

Sono nata in Bulgaria ma sono cresciuta in Italia. Fedele allo stereotipo, da buona slava mi sono laureata in Lingue e letterature straniere a La Sapienza nel 2004. Ho iniziato a lavorare a tempo pieno come traduttore tecnico e marketing nel 2005 e sono diventata Senior Translator e Language Lead per clienti chiave nel 2008. Tra questi: HP, Facebook, Philips, Linksys e Nokia.

Ora sono freelance e mi occupo degli account Sony ISE e PSE in qualità di Language Lead. La passione per l'informatica, la fotografia, la lettura, l'imaging digitale e il design completano la mia esperienza.

Lavoro a casa, il che in pratica significa che vivo online // Roba personale, diari di viaggio, foto di cani tosati da Maestro Yoda e altre cose, nessuna delle quali per fortuna mi dà da vivere, le trovate in vladinerie.it.

Se invece vi interessa il flusso di coscienza, con foto del mio cane e blabla in lingue varie, seguitemi su Twitter o Google+.

Su questo blog //
"Salve! Vorrei cambiare residenza."
"Che lavoro fa?"
"Sono traduttrice."
"Dove lavora?"
"A casa."
"E che faccio, allora: metto disoccupata?"

  • LA CAMPAGNA ELETTORALE

    AUTORE: // CATEGORIA: la matita rossa

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    “Perché io nun so’ romano così, so’ romano così.”

    Davvero nulla da aggiungere.

  • LAVORARE DA CASA: E INFINE

    AUTORE: // CATEGORIA: avventure da freelance, lavorare da casa

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    lavorare [la-vo-rà-re]

     • v.intr. (aus. avere) 
    
    1 Sgobbare, darci dentro, rimboccarsi le maniche.

    Il mondo di persone là fuori che “si dà da fare”, che esce al mattino alle 7.30 – anche se non è ancora sorto il sole – e torna a casa alle 6, dopo un’ora e mezza di treno o autostrada o di code a semafori verdi, può avere difficoltà a comprendere che un’occupazione – dal loro punto di vista – a metà strada tra il cazzeggio ameno e l’abulia possa essere in effetti un lavoro. E questo è un problema.

    Le stesse persone, a volte, non riescono proprio a ingoiare il fatto che alcune robe possano richiedere ore di concentrazione ininterrotta. E questo è un problema ancora più grosso.

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  • LAVORARE DA CASA: LO SPAZIO E GLI STRUMENTI

    AUTORE: // CATEGORIA: lavorare da casa

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    A me piace lo stile scandinavo, a Maurizio l’ufficio ultramoderno, Christina lavora solo in giardino, Francesca si esalta con le superfici in metallo. Di gusti e bacheche di Pinterest dedicate agli uffici domestici ne trovate quanti volete (qui la mia). Desidero solo rammentarvi che le riviste di design e gli arredatori di interni non staranno con le chiappe inchiodate a quella sedia in acciaio spazzolato per 50 ore settimanali, ci starete voi. (altro…)

  • PERCHÉ NON RIESCO A LAVORARE AL LAVORO

    AUTORE: // CATEGORIA: avventure da freelance, produttività

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    Oggi dovevo pubblicare un’altra puntata di Come lavorare da casa senza perdere l’anima, ma mi sono distratta a lavorare e la golden hour era bella che andata. Ma vi affido nelle capaci mani di Jason Fried che mi ricorda uno dei tanti motivi per cui mi ritrovo a lavorare a 8 metri dalla mia camera da letto.

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  • FRATELLO CORRETTORE DI BOZZE, DOVE SEI: VOGUE ITALIA

    AUTORE: // CATEGORIA: itagliano, la matita rossa

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    E dai, Vogue, su! Uno prova a non ragionare per stereotipi ma così è tutto più difficile!

    Ma parliamo un po’ delle Vladine medie. Bisogna sapere che, benché spesso usino la scusa della qualità delle fotografie come motivo per l’acquisto di riviste di moda, anche le Vladine freelance più povere e abbrutite ogni tanto vogliono arrostire la propria libido e fantasticare. In fondo, si tratta comunque di donzelle che – seppur non potendo permettersi il tacco 10 di Christian Louboutin dato che sono alte come l’uomo italiano medio – concepiscono il mondo a botte di makeover da commedia romantica, e quel tipo di fantasticheria lì (che proviene dritta dritta dal makeover per eccellenza, ovvero quello operato su Cenerentola dalla fata madrina) non lo scardini nemmeno con un piede di porco. È inutile: non c’è fede politica, studio universitario o sistema razionale che tengano, contro la zucca, la scarpetta e la fata madrina. (altro…)

  • LAVORARE DA CASA: IL LATO OSCURO

    AUTORE: // CATEGORIA: avventure da freelance, lavorare da casa

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    La settimana scorsa abbiamo mosso i primi passi nel favoloso mondo del lavoro da casa. Tutto bello, tutto profumato, tutti contenti. Ma c’è un ma, mio caro Frodo.

    Come ogni mitica città d’oro che si rispetti, la strada per El Dorado è lastricata di oscuri pericoli. Innanzitutto, l’isolamento esalta le stranezze e se non metti dei paletti corri il rischio di trasformarti inavvertitamente in un personaggio dickensiano, di quelli che si circondano di gatti e smettono di uscire di casa e che a un certo punto vengono interpretati da Helena Bonham-Carter. È un attimo.

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  • COME LAVORARE DA CASA SENZA PERDERE L’ANIMA

    AUTORE: // CATEGORIA: avventure da freelance, lavorare da casa

    Oggi è domenica, e anziché andare a rompermi un braccio in pista a Roccaraso come la gente normale sono rimasta a casa a lavorare. Tutto questo accade perché c’è stato il CES, e ogni azienda di elettronica di consumo che si rispetti è andata lì a presentare piramidi di Cheope di nuovi prodotti, che poi si rovesceranno sui vari mercati europei e dovranno parlare lingue diverse ed essere bellissimi.

    Sono le 7 di sera, ma so che posso scrivere a Federica a Lucca o a Paola a Londra per proporre loro dei lavori per il giorno dopo, consegna SOB1. E so che probabilmente accetterebbero.

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    1. Start Of Business, inizio delle attività, un orario tutto sommato arbitrario che per molti miei colleghi è alle 7 del mattino ma per me, se tutto va bene, è alle 10.15.
  • “LOCA-CHE?”

    AUTORE: // CATEGORIA: localizzazione

    1 commento

    I figli di Caterina, la mia vicina, gridano molto. D’estate lei sistema una piscinetta gonfiabile proprio a ridosso dell’ingresso di casa, sotto le mie finestre, lasciando che Marica, la figlia maggiore, punzecchi il piccolo Mario per pomeriggi interi rubandogli i giocattoli o schizzandogli il visetto con l’acqua. L’effetto acustico è quello di una bestia scuoiata viva, poiché Mario ha 5 anni, una voce squillante e d’impatto, e mai nessuno che lo fermi. Sono giorni difficili in cui mi è capitato di desiderare ardentemente di graffiarmi il volto o cavarmi gli occhi, finché un giorno non mi sono detta daje e sono andata da Caterina, cercando di spiegarle con tutta la gentilezza di cui ero capace che lavoro a casa e PER L’AMOR DI DIO non ce la faccio più.

    “Scusami, non sapevo che lavori (sic.)! Ti vedevo sempre a casa, che lavoro fai?”

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  • GIAO, ITAGLIANO, GIAO!

    AUTORE: // CATEGORIA: itagliano, la matita rossa

    3 commenti

    Poiché la mia propensione per l’invettiva è senza dubbio il mio chakra più sviluppato, inauguro questo nuovo fenomeno editoriale (io che smetto di scrivere stronzate – o meglio, le sposto altrove – e mi do una veste appena più professionale) con la deliziosa rubrica GIAO ITAGLIANO, piena di caritatevole amore per il prossimo. Volevo in realtà iniziare con un post che spiegasse una volta per tutte e in modo inequivocabile alla mia vicina cosa faccio per guadagnarmi il pane: scusami, Caterina, facciamo la settimana prossima?  (altro…)

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