lavorare da casa

Come lavorare da casa senza perdere l’anima

Comfort

Oggi è domenica, e anziché andare a rompermi un braccio in pista a Roccaraso come la gente normale sono rimasta a casa a lavorare. Tutto questo accade perché c’è stato il CES, e ogni azienda di elettronica di consumo che si rispetti è andata lì a presentare piramidi di Cheope di nuovi prodotti, che poi si rovesceranno sui vari mercati europei e dovranno parlare lingue diverse ed essere bellissimi.

Sono le 7 di sera, ma so che posso scrivere a Federica a Lucca o a Paola a Londra per proporre loro dei lavori per il giorno dopo, consegna SOB[1. Start Of Business, inizio delle attività, un orario tutto sommato arbitrario che per molti miei colleghi è alle 7 del mattino ma per me, se tutto va bene, è alle 10.15.]. E so che probabilmente accetterebbero.

Lavoro a casa come freelance da 6 anni. Ho lasciato un contratto a tempo indeterminato in un ufficio molto bello e pieno di amici, nel 2008. Forse perché le scelte impegnative vanno continuamente giustificate, all’inizio parlavo della mia decisione di lavorare da casa come il convertito alle filosofie orientali che ti ritrovi accanto a cena e che si è stranamente messo in testa che se non ti spiega per filo e per segno il perché di questa svolta non approderà al suo paradisiaco nirvana.

Le scelte di vita ci mettono un attimo per diventare un sacerdozio e ti ritrovi a digerire, oltre alle porzioni insensate che preparano in certi ristoranti, grandi bocconi di veganesimo, Twilight, fiori di Bach, scie chimiche, e così via. Oggi, forse perché ho ormai dimenticato splendori e miserie della vita da ufficio, mi sento molto più equanime in merito all’intera faccenda e i miei commensali possono proseguire lungo i sentieri di perdizione che preferiscono.

Comfort

LAVORARE DA CASA: LE OVVIETÀ 

Sarai solo. A lungo. Ci sono persone che non sono brave, in questo. Se da piccolo i tuoi ti chiamavano perché era ora di andare a giocare un po’ con gli altri bambini e tu ti sentivi come se ti avessero invitato a intrattenerti con uno sciame di vespe, e lasciavi i segni di unghie sul parquet del corridoio nel tentativo estremo di restartene in pace in camera tua, lavorare da casa ti sembrerà come la porta per El Dorado. (Con la doverosa premessa che tu sia maggiorenne fisicamente e mentalmente e che sia andato a vivere da solo, perché altrimenti ti tocca cuccarti i tuoi familiari, aspetto che esploreremo più giù.) Se invece il romitaggio ti piace come la cefalea – ecco – magari ci penserei bene prima di prendere decisioni drastiche.

Se lavori da casa non dovrai più ascoltare i tuoi colleghi che ciarlano di cose di cui non ti importa una ceppa (per me gli argomenti-killer erano Lazio-Juve; le ricette di cucina; i bambini). Non li ascolterai proprio più. E giuro che, al contrario di quello che pensi, certe volte questo rumore di fondo da pausa caffè ti mancherà. 

Tirare giù la serranda dell’ufficio e addomesticarsi equivale alla Madre di ogni cambiamento, per elencare ogni novità dovrei farne un mestiere (un’altra figura professionale di cui si sentiva l’assoluta mancanza, il Self-Employment Advisor). Dico solo che:

  • Non dovrai più mangiare patetici panini, o pasta fredda buttata nel thermos dalla sera precedente, e puoi dimenticare i lardosi intingoli della tavola calda o il giorno in cui il cuoco della mensa è di cattivo umore e la fa scontare a dei poveri innocenti – riappropriamoci della nostra dieta, perdinci!
  • Dimentica la sveglia all’alba e l’odissea di un’ora e mezza nel traffico o l’attesa dell’autobus sotto la pioggia con il volto cristallizzato nel meme FUUUUUUU. Dimentica frasi del tipo “Esco alle 7.55 perché alle 8 poi c’è l’ingorgo”. Perché il tuo ufficio sarà a 12 secondi netti. Chi lavora da casa ha a disposizione pacchi di modi creativi per disporre del tempo che gli altri trascorrono nominando spesso Dio invano e cercando di raggiungere il posto di lavoro o di tornare a casa. Può leggere, scrivere, correre, andare in palestra, fotografare, sognare ad occhi aperti, e queste sono solo le opzioni disponibili ai più noiosi. Io per parte mia investo questo tempo interamente nel sonno.
  • Risparmierai molti pippi in termini di benzina, spuntini, caffè e abbonamenti per i mezzi; puoi perfino dar via l’automobile. E darai una mano all’ambiente, il che mi garba parecchio, non so a te.
  • Potrai crearti l’atmosfera ideale per titillare la tua produttività. Il silenzio o la tua musica preferita, insieme alla minore quantità di distrazioni, faranno di te la macchina da guerra definitiva. Capirai molte cose su te stesso e sulle tue ore/uomo e potrai rispondere senza battere ciglio a domande esistenziali del tutto prive di senso (“Sono un’allodola o un gufo?“). E visto che siamo in tema ornitologia, sapevi che le galline con Mozart fanno più uova? Io la butto là, poi magari torna utile a qualcuno.
  • Poiché la tua casa è il tuo ufficio, a seconda della tua categoria, potrai dedurre una parte delle spese dalle tasse (affitto, elettricità, Internet, telefonino, …).

Finito questo professionalissimo elenco puntato, la prossima volta esploreremo cose meno gioiose.


Questo articolo è tradotto anche in us.

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Sono nata in Bulgaria e sono cresciuta in Italia. Mi occupo di traduzioni e revisioni creative, pignole e attente alla qualità per importanti clienti internazionali. Vivo in Olanda con il caro D. Lavoro con l'inglese, l'italiano, occasionalmente con il bulgaro.