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Lavorare da casa: il lato oscuro

Sensibilità

La settimana scorsa abbiamo mosso i primi passi nel favoloso mondo del lavoro da casa. Tutto bello, tutto profumato, tutti contenti. Ma c’è un ma, mio caro Frodo.

Come ogni mitica città d’oro che si rispetti, la strada per El Dorado è lastricata di oscuri pericoli. Innanzitutto, l’isolamento esalta le stranezze e se non metti dei paletti corri il rischio di trasformarti inavvertitamente in un personaggio dickensiano, di quelli che si circondano di gatti e smettono di uscire di casa e che a un certo punto vengono interpretati da Helena Bonham-Carter. È un attimo.

La sensibilità, al riparo sotto la campana di vetro del carico ridotto di aggressività, si acuisce e si tempera finché la tua pelle non diventa delicata come capelli di fatina e si sfalda se esposta a una lieve brezza estiva. In stati d’animo simili, basta una mail in cui ti chiedono una consegna ASAP ed ecco che ti accartocci e partono le lagrime.

Bambi, l'uomo è entrato nella foresta

“Bambi, l’uomo è entrato nella foresta”

La socialità, infatti, esercita una grossa spinta normalizzante e ti porta a cercare di rapportarti agli altri dando una limatina ai tuoi spuntoni. Lasciato a te stesso e senza feedback, i tuoi geni della stravaganza agiscono a briglia sciolta e le tue caratteristiche più selvatiche hanno la meglio. Rousseau ti avrebbe adorato senza riserve, ma non sono certa che lo zio Pietro sia pronto.

“I’M MY OWN BOSS AND, GOD, I CAN BE A REAL DICK!”

Tutti siamo a rischio eccesso, se non controllati da strumenti esterni. Avendo in fondo il cervello di uno stupido lemure, quando siamo impiegati in una struttura il nostro senso del dovere si assopisce una volta timbrato il cartellino e lungo la strada di casa cade in coma. Quando la tua casa è il tuo posto di lavoro, invece, tutto ciò che non riguarda la tua vita professionale può essere visto con ostilità dal tuo super-ego. Per quel despota l’optimum sarebbe che ti sedessi al PC con il primo caffè del mattino e che ti alzassi all’ultimo stadio di perdita dell’acuità visiva.

Potresti sentirti in colpa quando ti dedichi a qualsiasi altra attività – la manicure, l’igiene orale, la cena o la visione dei più adorabili video dei primi passi degli orsetti polari. (Non ho una grande passione per i gatti ma chi resiste agli orsetti.) Il trucco in questo caso è insegnare al tuo senso del dovere che il lavoro e il resto delle tue attività e abitudini sono sullo stesso livello di priorità. Ad esempio, per molto tempo ho messo richiami in agenda o reminder sul cellulare per cose banalissime tipo “Lettura” o “Pranzo”. Lo so che è completamente ridicolo, ma per me ha funzionato.

Oppure, in un’insensata botta di taccagneria, potresti ad esempio ostinarti a essere CEO, reparto IT, reparto vendite, cuoco e bidello della tua azienda. E a quel punto aspettati di ricevere visita dal fantasma dei Natali passati; e a fallire, dato che avrai trascurato il tuo vero lavoro per perdere tempo in attività improduttive che avresti potuto tranquillamente delegare. Fatti aiutare. Se hai figli, chiama una baby-sitter. I biglietti da visita – fidati – li fa meglio il grafico, i conti te li fa il commercialista, il computer te lo ripara il tecnico, e se non sei uno di quei malati di mente che si rilassa pulendo casa, le librerie te le spolvera l’addetto alle pulizie.

Passiamo alla cura di sé. So che l’asse pigiama-frigo-computer può essere un’idea seducente, per chi la mattina impreca mentre fa il nodo alla cravatta o prende la metro ad agosto in fresco lana. Tuttavia, questa immagine di abbrutimento ha perso ogni romanticismo, per quanto mi riguarda. Non dimentichiamo che l’essere umano è capace di qualsiasi aberrazione, e che lasciarsi andare completamente non aiuta il nostro delicato equilibrio psico-fisico. Da creatura civilizzata ad abietto bruto che ha perso l’uso della glottide e il controllo sui muscoli della vescica il passo è brevissimo.

Capiamo come prenderci cura di noi. Non ti dico di mettere la cravatta per rispondere alle email, ma almeno ogni tanto fatti la barba!

Sensibilità

Jen di The IT Crowd non lavora a casa ma è perfetta per illustrare certi stati d’animo. Non avete visto The IT Crowd? Ma che campate a fare?

E poi c’è la questione dell’autocontrollo. I drogati del lavoro se la passano meglio in un ambiente strutturato, dove è più facile trovare qualche anima pia che dopo una decina di ore dia loro una pedata sul sedere e li mandi via. Nessuno lo fa per chi è già a casa. Per questo, può essere utile separare nettamente l’ambiente di lavoro da tutto il resto: non far assomigliare la tua casa a un ufficio.
(E, qualunque cosa accada, non mangiare davanti al PC!) 

Non bisogna fare le maratone di 12 ore: a lungo andare non rendi e poi, amico, t’ammali! Risparmiati tunnel carpale e ansia: tieni traccia del tempo di lavoro, datti dei limiti e sforzati di rispettarli finché non diventeranno un’abitudine. Ci saranno comunque periodi in cui la forbice oraria non verrà rispettata (quando c’è il CES, o l’IFA, o il GamesCom, o quando perline, specchietti e luccicanti video di YouTube ti distrarranno), così come ci saranno momenti in cui finisci alle 4 di pomeriggio e poi puoi correre pei prati.

Se quando ti alzi dalla sedia ti assale l’ansia che mentre non ci sei casca il mondo, prendi in considerazione la possibilità di parlarne con qualcuno: un prete, uno psicologo, puoi perfino scrivere a me. E uno smartphone su cui leggere le email quando non sei a casa può aiutare!

Il che mi ricorda che la prossima puntata sarà dedicata agli strumenti di lavoro.

Questo articolo è tradotto anche in us.

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Sono nata in Bulgaria e sono cresciuta in Italia. Mi occupo di traduzioni e revisioni creative, pignole e attente alla qualità per importanti clienti internazionali. Vivo in Olanda con il caro D. Lavoro con l'inglese, l'italiano, occasionalmente con il bulgaro.

3 Comments

  1. Che post strepitoso!
    Hai descritto perfettamente le insidie della nostra professione e poi adoro il tuo stile! Già al secondo paragrafo con la battuta sul personaggio dickensiano interpretato da Helena Bonham-Carter ridevo come una scema. XDXD

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