lavorare da casa
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Lavorare da casa: lo spazio e gli strumenti

A me piace lo stile scandinavo, a Maurizio l’ufficio ultramoderno, Christina lavora solo in giardino, Francesca si esalta con le superfici in metallo. Di gusti e bacheche di Pinterest dedicate agli uffici domestici ne trovate quanti volete (qui la mia). Desidero solo rammentarvi che le riviste di design e gli arredatori di interni non staranno con le chiappe inchiodate a quella sedia in acciaio spazzolato per 50 ore settimanali, ci starete voi. Ecco perché, per quanto il proverbiale occhio rompa per avere la sua parte, vi invito a seguire criteri di ergonomia e praticità nella scelta degli strumenti di lavoro, e se proprio il vostro estro e istinto creativo vi spingono a buttare i vostri soldi in poltroncine imbottite per case di bambole o in inginocchiatoi papali di legno, poi spiegate ai vostri reni che io ve l’avevo detto.

Fachiro

Il portatile. La tastiera nell’apposito cassettino. I mouse wireless. La sedia di legno. Il letto di chiodi.

DOVE MI METTO

Scegliere dove sistemare il vostro ufficio domestico non è semplice e dipenderà naturalmente da innumerevoli fattori. Se vivete da soli potete lavorare più o meno dove volete, ma se ci sono altre persone in casa metterle dietro una bella porta chiusa può essere di grande aiuto. Gli spazi lavorativi sono tanti quante sono le persone che li progettano; mi permetto solo di dare qualche indicazione dettata dalla mia esperienza (io alla sedia di cui sopra ci sto inchiodata da 6 anni – a occhio e croce, 20.000 ore – se contiamo solo il lavoro; Vishnu solo sa quante altre ore dobbiamo aggiungere per il puro cazzeggio ameno).

  • Poiché lì dentro ci starete a lungo, se avete la fortuna di poter contare su una soluzione abitativa che non sia un monolocale (dove l’unica alternativa sarebbe il bagno), cercate di evitare di rintanarvi nel ripostiglio nel sottoscala. Un posto buio con un bel mocio a tenervi compagnia non è precisamente la mia idea di fucina di produttività. Scegliete una stanza vera, anche se non grande, e il più possibile luminosa.
  • Scelto lo spazio, sperimentate con la posizione della scrivania. Non è detto che guardare il muro sia ciò che fa per voi. Nella mia casa di Roma il tavolo col computer era al centro del salotto e se il mio attuale appartamento superasse le dimensioni di un guscio di noce è lì che lo metterei. Purtroppo, i 50 metri quadri mi limitano a una postazione contro il muro (fotine in basso).1
Scrivania

Sto ancora qui ad aspettare che mi regaliate una lampada vintage in acciaio come si deve.

Interno con staffordshire terrier

Interno con Staffordshire terrier. Quando ho fatto le foto per questo post, martedì scorso, Zagor era ancora vivo. Segue pausa lacrime.

  • Quando si tratta di scegliere il tavolo, vige la regola “grande è bello”. Rivolgete la vostra attenzione solo a piani da più di 60 cm di larghezza per avere spazio a sufficienza per tastiera e avambracci (il mio è da 60 cm e a tratti mi sta stretto), dopo di che lasciate libero sfogo all’irrazionalità. Vetro e metalli, ad esempio, sono bellissimi ma hanno il duplice svantaggio di riflettere la luce affaticandovi la vista da un lato e di gelarvi l’anima dall’altro: ricordate che, a meno che non abbiate spostato la vostra attività a Nusa Dua, a un certo punto arriva l’inverno. Su una nota laterale, questo mi sembra anche il momento migliore per menzionare che se qualcuno per caso desse fuoco a tutte le scrivanie con cassetto estraibile per la tastiera dell’orbe terracqueo, farebbe un’opera di sommo bene.
  • Ci sono cose su cui non si risparmia. Una di queste è la sedia. No, quella rubata al tavolo della cucina non va bene. Qui, le possibilità sono pressoché infinite, si parte dalla imitazione di sedia da giardino di plastica IKEA e si arriva alla Emperor 200 – consigliatissima per i lupi di Wall Street che o comprano quella o buttano i soldi in mare. L’importante è che sia comoda e di altezza regolabile.
  • Circondatevi di cose vive che vi facciano compagnia senza distrarvi con le chiacchiere sulla cugina in Germania. Una cesta per gatti o chihuahua, un cuscinone per un rottweiler, dei vasi con piante carnivore, anche solo un cactus può essere un’aggiunta molto appagante. Prendersi cura di qualcosa o qualcuno è bellissimo, aiuta a ridurre lo stress e se questo qualcuno è anche coperto di pelliccia ecco che diventa una riserva di pet-therapy infinita.

TECNICAMENTE PARLANDO

Molti miei colleghi usano un portatile per lavorare. Certo, ci sono anche persone che fanno il bagno nel Tevere il 1° gennaio ma non per questo il loro esempio è da seguire. Pur avendo un portatile con i tasti distanziati e tutti i campanelli e i fischietti, per il mio lavoro quotidiano uso un fisso con schermo Full HD da 24″, un mouse da gaming2 e una tastiera ergonomica3, grazie. (Il portatile fa la sua comparsa solo quando mi ritrovo a lavorare altrove, o quando la signora delle pulizie mi caccia via perché deve spolverare le mensole.)

Prendete in considerazione l’idea di passare a una connessione Internet che non vi faccia venire la gastrite. Anche se la traduzione è un’attività perlopiù testuale che non richiede chissà quale potenza di elaborazione, non dimenticate che i soldi investiti in RAM sono sempre spesi bene.

La stampante è meglio prenderla Wi-Fi. Mi ringrazierete dopo. I copricavi sapranno darvi tante soddisfazioni. All’atto di scegliere la multipresa di corrente, meglio abbondare.

Imparate a scrivere come si deve, con tutte le dita sulla tastiera. I vantaggi sono molteplici: posizione corretta, minore stanchezza, risparmio di tempo e maggiore precisione. Immagino non serva ricordare che il tempo è denaro. Esistono bazillioni di siti, software gratuiti ed estensioni di Firefox e Chrome che vi insegnano a farlo (come questa).

Alla tastiera

Seguite un corso o chiedete a un amico di insegnarvi a usare meglio il computer. (Oppure accalappiate un sysadmin con qualche astuto stratagemma e fatevi sposare. Io ci sto lavorando.) Nel mio settore siamo tutti abbastanza tech-savvy, anche se ancora oggi capita il franco tiratore che manda email ai colleghi perché non sa come decomprimere un file RAR. Finché lavorate per un’azienda, le vostre lamentele saranno gestite dal suo amministratore di sistema. (Nel mio ultimo ufficio se ne occupava il mitico Pialla, così chiamato perché risolveva ogni problema riportando il tuo PC alle sue condizioni al momento del big bang, fatture e resoconti dei lavori in corso inclusi. Per ovviare al problema avevamo preso a scrivere ogni cosa a mano in una agenda fisica – il cloud nel 2008 era un concetto ancora piuttosto fantascientifico.) Scommetto ciò che volete che anche nel più banale corso ECDL è possibile scoprire cose nuove. La competenza informatica, proprio come uno sport, può essere migliorata con pochi semplici trucchetti volti a correggere atteggiamenti sbagliati acquisiti nel corso degli anni.

E INFINE, PARLIAMO DI ERGONOMIA (E ALTRO)

E ora, purtroppo, non possiamo più esimerci: tocca fare il classico elenchetto da corso per videoterminalisti (che peraltro ho seguito). Prometto che cercherò di essere telegrafica!

  • Ogni 2 ore bisogna distogliere gli occhi dal monitor per 15 minuti, non cumulabili in intervalli più grandi. Questo lavoro lo facciamo per combattere l’astenopia, o sindrome da affaticamento visivo, che comporta problemi come visione annebbiata e sdoppiata, bruciori, lacrimazione e altre simili dolcezze. Come sempre, un’immagine val più di mille parole:
Steve Buscemeyes

Astenopia, un problema sentitissimo. 

  •  Dosate la luce naturale e artificiale. Troppa non va bene, ma troppo poca nemmeno. I riflessi dalle finestre e dalle lampade sono brutte bestie. Se scegliete il neon prendetelo nella variante bianca calda e non mettete le lampadine in modo che vi pugnalino nelle palle degli occhi – diffondete la luce e mettete delle tendine alle finestre. Lo stesso vale per l’eccesso di contrasto (troppo bianco, troppo nero) e i colori da pugno nell’occhio. Il quadro rosso è bello, OK, ma meglio se lo sistemate alle vostre spalle.
  • La tastiera deve essere indipendente dal computer (che vi dicevo? addio, portatile) e inclinabile, deve permettere di appoggiare i polsi e deve trovarsi a circa 15 cm dal bordo del tavolo.
  • Gli occhi devono trovarsi a un livello di altezza pari al centro dello schermo o leggermente più in alto. In questo modo il vostro prezioso collo non si estende eccessivamente in un verso o nell’altro. Per inciso – e ci sono passata, ahimè – la vita sedentaria prolungata comporta un indebolimento dei muscoli della cervicale, cosa che – se portata alle estreme conseguenze – è causa di cefalea. In parole povere, la testa diventa troppo pesante per il collo, senza che questo sia sintomo di eccessiva intelligenza. Per ovviare al problema, il primo consiglio è semplicemente quello di… stirarsi. Allungate le braccia, scrocchiatevi, sbadigliate. E in secondo luogo, fate uno sport, ma ecco che anticipo il post successivo, e l’ultimo, dedicato alla vita dopo il lavoro.

Questo articolo è tradotto anche in us.


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  1. La mia scrivania è un work in progress da quando mi sono trasferita qui, ovvero da almeno un anno. Ancora non ho escogitato una soluzione per tutte le cazzatine sparse sul piano. Il caro D vuole sollevare i monitor perché sono ancora troppo bassi. Per finire, questa settimana ho progettato di farmi venire la bava alla bocca e di gettare dalla finestra, nell’ordine: la sedia; la lampada.

  2. Il compianto Logitech MX518.

  3. Logitech Wave, il cui layout italiano sta diventando un po’ raro ma c’è ancora qualcosa su Ebay. In alternativa, va bene anche una qualsiasi delle Microsoft Comfort.

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Sono nata in Bulgaria e sono cresciuta in Italia. Mi occupo di traduzioni e revisioni creative, pignole e attente alla qualità per importanti clienti internazionali. Vivo in Olanda con il caro D. Lavoro con l'inglese, l'italiano, occasionalmente con il bulgaro.

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